cittadini per villafranca
E-mail:

info@cittadiniper.it


Telefono:

3463009101


Fax:

1786060912


Indirizzo:

Corso Vittorio Emanuele 51/B, Villafranca di Verona

ILLUSTRI

I CONCITTADINI PIU' ILLUSTRI DEL XX SECOLO

 

Renato Begnoni fotografo  (vivente)

Giovanni Martinelli benefattore         Giuseppe Rensi (filosofo)

Gloria Grigolato danza (vivente)    Alida Ferrarini soprano (vivente) 

Cesare Marchi scrittore                  Alice Pavanato pittrice

Mario Franzosi storico                         Luigi Zago pittore

Giobatta Troiani scultore     Angelo Messedaglia (prof.universitario) 

 

 

 
GLORIA
 
GRIGOLATO
 
  (La Libellula di Villafranca)
 
                                                               
Diplomata alla John Cranko Schule di Stoccard Germania)
 
Medaglia d’oro al concorso Danza Europa (Italia)
Medaglia d’oro al Premio Rugantino (Italia)
2006 ha conseguito il diploma PDTD, 
        Professional dance teacher diploma  
                              
                                       Stage Experiences                                 
Prima Solista con la Semperoper di Dresda,(Germania)
Prima solista e Prima ballerina con il balletto di Lipsia( Germania)
Guest al Festival di Nureyev in Russia,conseguendo la medaglia
             come migliore ballerina al festival
 Solista con L’English National Ballet di Londra
 
In queste compagnie Gloria Grigolato ha ballato ruoli da prima ballerina
come “Lise” nella “Fille mal gardee” “Kitry” in “ Don Chisciotte”,
“Olga” in “Onegin”,Paquita nel ruolo principale,
”Giselle” nel ruolo principale,“la Fata Confetto”e“Clara” nello” Schiaccianoci “,
“Aurora” nella “Bella Addormentata”, “Svanilda” in “Coppelia”
“Giulietta” in “Romeo e Giulietta”,“Autunno”e“Cenerentola” in “Cenerentola”
“Odile”,nel “Lago dei Cigni”, e molti altri.
 
Gloria ha ballato nei ruoli principali in coreografie di J.Neumeier,
U.Scholz,M.Bejart, J.Killian, V.Vassiliev, G.Tetley,M.Corder,
R.Hynd, J.Lazzini, T.Schilling, D.Deane,C.Hampson,M.Millan,
R.Nureyev, M.Skeaping, A.Bournonville,J.Cranko,M.Petipa. 
                                       
 Teaching experiences
Guest teacher all’Accademia professionale in Verona
Guest teacher al Progetto Danza in Verona
Coaching privati per la preparazione ai concorsi internazionali
Coaching personali per l’English National Ballet di Londra
Floor Barre e ballet classes for L’English National Ballet
Guest teacher al Dance & Arts Center in Vicenza
E all’Arabesque Dance Center in Rimini
Momentaneamente e’ ballet mistress al Birmingham Royal balletschool
(Elmhurst school for dance)          
 
 
CESARE
 
MARCHI
 
 
Villafranca 1922-1992
le sintetiche note su un nostro illustre concittadino
 
Cesare Marchi
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 
Cesare Marchi (Villafranca di Verona, 1922Villafranca di Verona, 1992) è stato uno scrittore, giornalista e personaggio televisivo italiano. Il suo nome resta legato anche al grande ed inaspettato successo della sua opera piu' nota, Impariamo l'italiano.
            « Se uno scrivesse regno monarchico, acqua idraulica, ghiaccio gelato, fuoco igneo, passerebbe per matto. Chi dice repubblica democratica popolare, no »
            (Cesare Marchi, da Impariamo l'italiano)
Villafranca gli ha dedicato una via che unisce via Mesedaglia a corso Garibaldi
 
Un provinciale felice
Nato a Villafranca di Verona (la "Piccola Torino", come la chiamava talvolta), non se ne staccò mai del tutto. Marchi visse a Villafranca anche nel periodo del maggior successo, quando la RAI lo invitava a numerose trasmissioni televisive e gli editori se lo contendevano.
Indro Montanelli arrivò a rimproverarlo spesso, bonariamente, di questo, durante le vacanze invernali passate insieme con lui e il comune amico Enzo Biagi a Cortina d'Ampezzo, ritenendo che il vivere in provincia ne ostacolasse la carriera. Alla fine Montanelli dovette rassegnarsi; anche per la morte improvvisa Marchi "scelse" Villafranca. Montanelli non poté, il giorno dei funerali, che andare a onorare la memoria dell'amico nel paese da cui non seppe e non volle staccarsi.
Lavoro come giornalista e scrittore
Dopo la laurea in lettere a Padova, Marchi iniziò a lavorare come insegnante delle scuole medie.
Per anni fu collaboratore prima de L'Arena di Verona, poi de Il Giornale ai tempi della direzione di Montanelli. Dotato di notevole spirito umoristico e satirico, ebbe in comune con il maestro del giornalismo italiano anche la mitica macchina da scrivere Olivetti Lettera 22; con Giovannino Guareschi, altro grande giornalista, l'umorismo.
Fin da giovane i compaesani ricordano la sua partecipazione come autore alla Compagnia di Rivista villafranchese L'Aurora. Fu anche saggista.
Di lui i più ricordano probabilmente soprattutto due libri.
In Impariamo l'italiano si scagliò contro la burocrazia del linguaggio ripercorrendo le regole della nostra lingua, fornendo esempi al fine di semplificare l'apprendimento di alcune sottigliezze grammaticali che risultano ostiche ai più e dimostrando che il modo corretto di esprimersi è l'esatto contrario del "politichese" del "burocratese".
In Siamo tutti latinisti Marchi analizzò tutti i modi di dire mutuati dal latino, corredandoli di un sintetico commento storico, bibliografico e grammaticale.
Marchi in televisione
Della sua stagione televisiva in Rai si ricorda la presenza costante nella trasmissione Almanacco del giorno dopo.
Note
Bibliografia
Facce di Bronzital (1978) (in collaborazione con Ugo Marantonio)
In punta di lingua (1992, pubblicato postumo con prefazione di Giulio Nascimbeni).
Premi vinti
Cesare Marchi ha vinto i seguenti premi letterari:
Selezione Estense
Campione
Dodici Apostoli
 
 
ALICE
 
PAVANATO
 
 
Reggio Emilia 1902 - Villafranca 2001
 
Alice Pavanato, nata a Reggio Emilia nel 1902, comincia all’età di 15 anni a dipingere paesaggi della sua provincia veronese, con un particolare amore per quelli villafranchesi. E non fu un caso, Alice era infatti divenuta villafranchese già a pochi giorni dalla nascita,, quando, in seguito alla morte della madre, fu affidata alle cure di una zia : Fumagalli Angelina. Furono giorni difficili, subito segnati da una nuova tragedia familiare, la morte del padre Luigi Pavanato, quando aveva solo pochi mesi. Ma l’arte – era pure lui pittore – continuò nella fanciulla.
Dopo le prime esperienze pittoriche dell’adolescenza, cominciò il periodo “formativo”. Prima i corsi all’Accademia Cignaroli, poi gli studi da privatista al Liceo Artistico statale aveva già 26 anni. Ma perché Alice ottenesse il primo incarico d’insegnate dovranno passare sette anni: nel 1935 Alice Pavanato entra come docente di disegno e calligrafica alla scuola di Avviamento di Villafranca. E quell’impegno scolastico si protrarrà fino all’età di 70 anni. Un lungo arco di tempo durante il quale Alice Pavanato lasciò molte testimonianze della sua arte, frutto di un’attenta osservazione del mondo che la circonda, in molti istituti della provincia veronese.
Caricata la bicicletta di cavalletto, tavolozza, colori, eccola lanciarsi in “ecologiche escursioni” alla caccia di quegli angoli naturali capaci di suscitare in lei impressioni profonde e indefinite sensazioni. Gli effetti atmosferici del paesaggio nelle diverse variazioni tonali delle stagioni: la primavera attraverso i chiari verdi tenui, ai verdi più intensi e contrastati intrisi di solarità estiva, ai gialli alle ocre e terre dalle tonalità pacate e quasi smorte dell’autunno. Paesaggi: molto dell’opera di alice Pavanato, ma non tutto. Nella sua galleria scorrono giardini, fiori,nature morte, anche la figura umana, seppur in numero esiguo; e per tutte le occasioni la pittrice ha creato una sottile, ineffabile poesia.
Il suo primo maestro di pittura è stato il veronese Giuseppe Zancolli, dal quale non solo ha appreso la tecnica pittorica e un sobrio disegno, ma anche ha imparato ad affinare la propria sensibilità coloristica di indubbia efficacia visiva e coerenza stilistica. Nell’arco della sua lunga ininterrotta carriera artistica ha partecipato a concorsi e mostre collettive, anche se il suo carattere appartato e restio l’ha tenuta spesso lontana da queste manifestazioni “commerciali”. Significative le sue partecipazioni alle mostre della Società veronese di belle Arti, alla Mostra europea del piccolo formato a Roma, alla XV Biennale triveneta a Padova, alla XIX mostra collettiva Bevilacqua La Masa a Venezia.
Alice Pavanato, 85 enne, vive da sola ormai da più di vent’anni nella casa di via Roma a Villafranca, un “nido” tranquillo, sereno, che negli anni si è trasformato in una Wunderkammer degli oggetti dimenticati, che spesso ritroviamo come oggetti dei suoi quadri.
La quotidianità della vita e la banalità degli oggetti comuni che la contornano costituiscono gli argomenti della sua ispirazione costante e affettuosa, e danno corpo e anima al suo messaggio figurativo. La preziosa intensità della sua tavolozza ha matrice essenzialmente veneta, e si carica, della sua casa, del luogo di sempre. E’ una pittura che si colloca all’interno della cultura veneta e veronese.
Il suo crdo deriva dalla tradizione ottocentesca della pittura dal vero e dalla trasposizione della luce e dell’atmosfera come emozione definitiva.
Per lei indagare la natura non significa abbandonarsi sentimentalmente, ma semmai agire con umiltà nell’intenzione di superare la retorica in favore della poesia che resiste al tempo. Dipingere significa per lei colloquiare fissamente con i luoghi che ama e con la conosciuta periferia della sua città.Anche la conduzione dei dipinti varia a seconda e unicamente dalla esigenza di fissare rapidamente l’attimo fuggente di un cambiamento di luce, e dalla necessità dell’espressione, dell’intelligenza, dello spirito. Alice Pavanato lascia percepire una reverenza sotterranea per la natura, e ciò scaturisce dall’attenta, ma umile, osservazione dei suoi quadri.
Una pittura rimasta fuori dalle “mode”; ed è in virtù del proprio isolamento che riesce a esprimere un’interiore necessità pittorica.
Un particolare accento merita la sezione dedicata alla Villafranca di ieri che, al di là della valutazione formale, acquista un valore documentaristico fondamentale e insostituibile.
Ho conosciuto Alice Pavanato attraverso i banchi di scuola: io studente alle medie, lei insegnante di educazione artistica. Sempre è durato il rispetto; e la stima è anche cresciuta nel tempo. La lezione dell’insegnante e della pittrice? Il suo stile di vita nell’arte. Renzo Pretti.
(Tratto dal volume: COMUNE DI VILLAFRANCA DI VERONA – COMITATO DI GESTIONE DLELA BIBLIOTECA E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI Alice Pavanato. Antologica, catalogo a cura di Mozzambani, Peretti, Tavan, Begnoni; 20 dicembre 1987 – 6 gennaio 1988 – Palazzo Gandini – Bugna – Bttagisio; via Pace, 62, Villafranca di Verona
 
Inoltre riportiamo dal web:
 
La pittura delicata di Alice Pavanato

Prezzi fuori mercato, tutti sotto i 1.000 euro e anche molto meno, per i dipinti della pittrice Alice Pavanato alla galleria L'incontro (via IV novembre 25, aperta da martedì a domenica dalle 16 alle 20, fino al 28 dicembre). La mostra ha, secondo le volontà espresse alla morte dalla pittrice stessa, nativa di Villafranca, uno scopo espressamente benefico: serve infatti per raccogliere fondi a favore della cura dei bambini di strada da parte dei padri Servi di Maria di Verona e delle loro missioni.
I fiori, le nature morte con le mele, i paesaggi, dal 1920 al 1970: il suo cromatismo è sempre delicato, i toni opachi, terrosi, le atmosfere sciolte in un tonalismo caldo e suadente, senza sorprese. Le nature morte con le mele sono un chiaro omaggio alla pittura di fine secolo del grande Cezanne; le sue peonie sbocciano con grande naturalezza e con consistenza tattile; i paesaggi sono quelli dolci collinari dei dintorni di Verona, percorsi con l'immancabile bicicletta. Il colore è steso a larghe e piatte pennellate, con quello stile sintetico che ricorda un po' i modi fauve, ma addolciti, ammorbiditi, com'era nel suo carattere, nella sua vita tranquilla di insegnante di provincia. Alice Pavanato (che in questo periodo riceve anche un omaggio dalla sua Villafranca, fino al 24 dicembre, a Palazzo Bottagisio) aveva comunque guadagnato negli anni Venti anche un invito alle Biennale di Venezia, accanto ai grandi maestri del '900 italiano.(c. b.)
 
 
GIOBATTA
 
TROIANI
 
Villafranca 1844 - 1927
 
Nel Libro dei Battesimi dell’Archivio Parrocchiale di Villafranca risulta che Gian Battista Troiani nacque il 12 febbraio 1844 in Contrà di Sopra, ora via Nino Bixio, al numero civico 303, modificato successivamente in 360.
Figlio di Marco fu Angelo, artigiano ambulante (“industriacante”) e di Teresa Frizzo fu Gianbattista, è il primogenito dei fratelli, Angelo e Piero.
Rimasto orfano nel 1852 della madre morta dopo breve malattia, il padre si risposa con Vincenza Chiese che aumenta la famiglia di altri 11 figli.
Giobatta, così chiamato in famiglia, di carattere mite e per di più orfano, fu preso sotto l’ala protettrice del curato don Gaetano Bellotti, maestro del paese che gli insegnò le prime nozioni scolastiche, ma che lo aiutò ad entrare nell’Istituto don Mazza che lo indirizzò, vista la sua innata predisposizione per l’arte scultorea, agli studi superiori.
Studiò a Verona all’Accademia di Pittura e scultura (l’attuale Cignaroli) e andò a specializzarsi a Venezia alla Imperial regia Accademia di Belle Arti.
La sua opera maggiore è la statua del Sammicheli in piazza Pradaval a Verona, ma le sue opere sono presenti a Boston, New York, Londra, ma anche a Cagliari; qui trascorse gran parte della sua vita prima di ritirarsi vecchio nella sua natale Villafranca dove riposa, dal 1927 nel cimitero cittadino.
Per maggiori e più dettagliate notizie di questo Grande Villafanchese consultare il testo di Renato Adami, Gian Battista Troiani scultore, Studi Vilafranchesi, vol n° 17, 2007
 
 
LUIGI
 
ZAGO
 
Villafranca 1894  - Buoenos Aires 1952
 
 
Luigi Zago, nato nel 1894 a Villafranca Veronese. Conosciuto  come “il pittore di Evita Peron”, visse a lungo a Buenos Aires, dove morì nel 1952.
 
 
 
GIUSEPPE
 
RENSI
 
 
(foto L. Brunel Bellinzona 1902)
 
Giuseppe Rensi (Villafranca di Verona, 31 maggio 1871 - Genova 14 febbraio 1941) è stato un filosofo e avvocato. Tenne la cattedra di filosofia morale all'Università di Genova.

Dopo aver frequentato il Liceo Maffei in Verona, si iscrive prima all’Università di Padova e in seguito si trasferisce presso l’Università di Roma, dove si laurea in giurisprudenza nel 1893.Dopo la laurea esercita l’avvocatura a Legnago per circa due anni1, avviando una serie di ricerche giuridiche.

Nel 1895 si trasferisce a Milano per assumere la direzione del giornale Lotta di classe e per
collaborare alla rivista Critica sociale, in un clima di lotta politica che nel capoluogo lombardo
diviene particolarmente esasperata a causa della feroce repressione del 1898 a opera di
Pelloux. L'insurrezione operaia in Milano del '98, stroncata dal generale sabaudo Bava Beccaris, procura al Rensi più di dieci anni di carcere per avarvi partecipato. L’avvenimento lo costringe a rifugiarsi in Svizzera, nel Canton Ticino, dove prosegue la sua attività di giornalista e di politico. Nel Ticino viene infatti eletto deputato al Consiglio maggiore, fungendo da segretario dell’Assemblea. Nel periodo svizzero diviene anche redattore capo delle riviste Coenobium e Rivista internazionale di liberi studi, dirette
entrambe da Enrico Bignami.
Nel 1908 torna in Italia, ove riprende l’esercizio dell’avvocatura e viene eletto consigliere provinciale comunale, anche se gli interessi filosofici divengono sempre più pressanti. Nel 1911 lascia il Partito Socialista seguendo Bissolati, perché disapprova l’atteggiamento del partito durante la campagna libica. Nel frattempo approfondisce gli studi di filosofia,
soprattutto la morale e i fondamenti del diritto; ottiene la libera docenza in filosofia morale all’Università di Bologna e poco dopo viene chiamato a insegnare filosofia del diritto presso l’Università di Ferrara. Vince poi la cattedra di Filosofia Morale presso l’Istituto di Magistero di Firenze, dove insegna dal 1914 al 1916.
Allo scoppio della prima guerra mondiale si schiera con gli interventisti.
Nel 1916 passa a insegnare filosofia morale all’Università di Messina e nel 1917 si trasferisce all’Università di Genova, occupando per i successivi diciassette anni la cattedra rimasta vacante dopo la morte di Alfonso Asturaro presso la facoltà di Lettere e Filosofia. E’ di questo periodo l’avvicinamento al fascismo, provocato probabilmente dalla degenerazione del clima politico di quegli anni, simpatia che dura però solo pochi anni, dal 1919 al 1922, dopo di che si trasforma in accanita opposizione. Alla sua pubblica presa di posizione segue la rivalsa del regime, che lo solleva dall’insegnamento una prima volta nel 1927 e una seconda nel 1930, quando viene addirittura arrestato insieme alla moglie Lauretta Perucchi , asconese (Ascona cittadina Ticinese sul lago Maggiore la cui parrocchiale per strana coincidenza è intitolata ai SS. Pietro e Paolo come quella di Villaframca di Verona città natale del Nostro.
Solo grazie all’abile intervento di un collega, Emanuele Sella, viene rimesso quasi subito in libertà.
Nonostante nel 1931 scelga di prestare giuramento al regime fascista, nel 1934 viene comunque definitivamente rimosso dalla cattedra universitaria di Genova e assegnato al Centro Bibliografico della Biblioteca universitaria di Genova per la compilazione della Bibliografia ligure, ove rimane, sempre tenuto in disparte, da vigilato speciale, fino alla morte, avvenuta il 14 Febbraio del 1941; e anche il funerale venne disperso e qualche discepolo schedato.
 
 
ALIDA
 
FERRARINI
 
vivente
Nata a Villafranca di Verona, dopo gli studi musicali compiuti presso il Conservatorio 'F. E. Dall’Abaco' di Verona sotto la guida del Maestro Enzo Cecchetelli, partecipa a numerosi concorsi di canto conseguendo diversi trofei, tra i quali il primo premio del Concorso Internazionale per Cantanti 'Toti Dal Monte' di Treviso (1974) che la fece debuttare il 15 ottobre 1974, al Teatro Donizetti di Bergamo, con ruolo di Mimì nella 'Bohème' di Giacomo Puccini (in coproduzione con il Teatro Comunale di Treviso). Nell'estate 1975 debutta all'Arena di Verona con il ruolo di Frasquita nella 'Carmen' di Bizet. Nell'ottobre dello stesso anno, ritorna al Comunale di Treviso con 'L'Incoronazione di Poppea' di Claudio Monteverdi, interpretando il doppio ruolo di Damigella e Voce di Virtù, (regia di Sylvano Bussotti) mentre in dicembre sarà Léïla ne 'I Pescatori di Perle' di Georges Bizet. Nel febbraio 1976 debutta al Municipale Valli di Reggio Emilia il personaggio di Flaminia ne 'Il Mondo della Luna' di Franz Joseph Haydn e nel giugno dello stesso anno è per la prima volta Ksenija, nel 'Boris Godunov' di Modest’ Petrovič Musorgskij, all’Arena di Verona. Nella Stagione Lirica 1976 del Teatro Comunale di Treviso porta in scena nuovamente 'I Pescatori di Perle' (25 novembre) e debutta i ruoli di Oscar ne 'Un Ballo in Maschera' di Giuseppe Verdi (17 dicembre) e Lucieta ne 'I Quatro Rusteghi' di Ermanno Wolf-Ferrari (30 dicembre). Tra le più importanti affermazioni nella fase iniziale della sua carriera ricordiamo inoltre il debutto al Teatro Regio di Torino (6 aprile 1977) e alla Fenice di Venezia (26 maggio 1977) nell’opera 'L’Incoronazione di Poppea' di Claudio Monteverdi, interpretando il ruolo di Drusilla nella città piemontese, mentre a Venezia i personaggi di Damigella e Voce di Virtù. Il 24 novembre dello stesso anno calca le scene trevigiane come Nannetta nel 'Falstaff'verdiano, ruolo che le darà soddisfazioni in tutto il mondo. Nello stesso anno è per la prima volta Gilda nel 'Rigoletto' di Giuseppe Verdi al Teatro Filarmonico di Verona (18 marzo 1977), ruolo interpretato con successo nei maggiori palcoscenici italiani ed internazionali: Lugano (7 dicembre 1977), Arena di Verona (1981, 1991, 1997), Lignano Sabbiadoro (estate 1978), Zurigo (Svizzera), Teatro Regio di Parma (1987, 1993, 1994), Rovigo (1978), Cremona (1978), Fano (1978), Modena (1987), Ferrara (1987), Padova e Adria (trasferta dell’Arena di Verona nel 1980), Carlo Felice di Genova (1993), San Carlo di Napoli (1985, 1996), Wiesbaden (trasferta del Teatro San Carlo di Napoli nel 1985), Comunale di Firenze (1989), Cagliari (1990, 1997), Palais Garnier di Parigi (1988), Covent Garden di Londra (1984, 1991), Colonia (1987), Bilbao (1990), Seoul (1979), e a Siviglia (1995). Nell'aprile 1978, ritorna sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona interpretando uno dei ruoli a lei più congeniali, Norina, nel 'Don Pasquale' di Gaetano Donizetti e successivamente ritornerà al Comunale di Treviso debuttando Amina ne 'La Sonnambula' di Vincenzo Bellini. Nel settembre 1978 debutterà allo Staatsoper di Hamburgo il ruolo di Adina, ne 'L'Elisir d'Amore' di Gaetano Donizetti, (regia di Jean-Pierre Ponnelle). Fra le circa ottanta recite sostenute di 'Don Pasquale' ricordiamo quelle rappresentate all’Opernhaus di Zurigo (giugno 1980), al Teatro Perez Galdos de Las Palmas, nelle Isole Canarie, (marzo 1981), allo Staatsoper di Salisburgo (1981), al Nationaltheater di Monaco (maggio 1983) e all’Opera di Vienna. Da ultima, in ordine di tempo, è la produzione del Teatro Filarmonico di Verona (stagione lirica 1988/'89) con Enzo Dara (Don Pasquale) e Pietro Ballo (Ernesto). Nella stagione 1978/'79 del Teatro Comunale di Firenze, il Soprano debutta l'opera 'L'Amore delle tre Melarance' di Sergej Sergeevic Prokof'ev nel ruolo della Principessa Ninetta. Il 1979 è stato, per il Soprano veronese, un anno 'scaligero', infatti ha avuto un grandissimo successo come Adina ne 'L'Elisir d'Amore' accanto a Luciano Pavarotti (Nemorino) e successivamente come Xenia nel 'Boris Godunov' di Musorgskij. Nel gennaio 1980, sempre alla Scala di Milano, debutta il ruolo di Sophie nel 'Werther' di Jules Massenet, mentre nel marzo dello stesso anno è al Teatro Massimo di Palermo ne 'L'Elisir d'Amore' (Adina). Alla Piccola Scala è Carolina nel 'Matrimonio Segreto' di Domenico Cimarosa, spettacolo ripreso in diretta dalla RAI. Straordinarie le sue interpretazioni di Micaëla in 'Carmen' di Georges Bizet (1980), di Gilda in 'Rigoletto' di Giuseppe Verdi (1981) all'Arena di Verona, e di Adina ne 'L'Elisir d'Amore' a Lugano, in Svizzera, (1981) e al Teatro Filarmonico di Verona (1981). Successivamente si esibisce per la prima volta al Covent Garden di Londra in 'Rigoletto' (Gilda) e pochi mesi dopo esordisce negli Stati Uniti, invitata dal San Francisco Opera per 'L'Elisir d'Amore'. In seguito debutta a Parigi con il 'Matrimonio Segreto' (Carolina) di Cimarosa, allestito alla Salle Fauvart. Nel 1982 interpreta Amina al Teatro Massimo di Palermo e Nannetta nel 'Falstaff' verdiano al Teatro Margherita di Genova, altro ruolo interpretato in tutto il mondo: a Vienna, accanto a Giuseppe Taddei (Falstaff) e Rolando Panerai (Sir. Ford), a Napoli (1985) in diretta RAI, al Teatro Comunale di Bologna (1988), Ravenna, Zurigo, Bregenz e poi al Carlo Felice di Genova (1991, 1995, 1999) con Renato Bruson (Falstaff) e all'Accademia di Santa Cecilia a Roma (in forma di concerto) nel 1997. Nella stagione estiva 1983 è Micäela, per la prima volta, alle Terme di Caracalla (Roma); di particolare rilievo è l'inaugurazione della stagione 1983/'84 alla Scala di Milano che la vede Micäela in 'Carmen' accanto a Shirley Verrett (Carmen) e Placido Domingo (Don Josè), spettacolo ripreso in diretta dalla RAI. In seguito canta su tutti i maggiori palcoscenici italiani e mondiali: Grand Teatre del Liceu di Barcellona, dove riscuote un grandissimo successo personale con il ruolo di Giulietta ne 'I Capuleti ed i Montecchi' di Vincenzo Bellini, accanto ad Agnes Baltsa (Romeo); Torre del Lago (dove interpreta per la prima volta nel 1985 il ruolo di Musetta ne 'La Bohème'), Comunale di Bologna ('Carmen' - 1987), all'Opera-Comique di Parigi (Salle Favart) dove debutta il ruolo di Marie ne 'La Fille du Régiment' di Gaetano Donizetti (1986), portato, successivamente, anche al Theatre du Capitole di Toulouse (1988). Alida Ferrarini è una delle interpreti in campo internazionale più apprezzate nel ruolo di Liù nella 'Turandot' di Giacomo Puccini, cantata in numerosissime produzioni in Italia, tra le quali ricordiamo all'Arena di Verona (1988, 1995), alle Terme di Caracalla (Roma - 1992, 1993), al Carlo Felice di Genova (1993, 1996), allo Stadio Olimpico di Roma (1999) e all'estero, Tokyo (partecipando alla tournèe dei complessi dell'Arena di Verona con la regia di Giuliano Montaldo - 1991), al Teatro Colon di Buenos Aires (Argentina - 1993), allo Stadio Olimpico di Sidney (Australia - 1994) e a Bregenz (1979), città in cui ha debuttato, nel 1975, l'opera 'La Favorita' (Ines) di Gaetano Donizetti. Accanto all'eroina pucciniana, ricordiamo le oltre 160 recite di Micäela (Carmen) tra le quali alla Scala di Milano, all'Arena di Verona (1980, 1984, 1990, 1993, 1995, 1996, 1997, 1999), alle Terme di Caracalla, a Ravenna, al San Carlo di Napoli (inaugurazione della stagione 1987/'88 ripresa in diretta RAI), al Politeama di Lecce, al Carlo Felice di Genova, al Teatro Massimo di Palermo, al Comunale di Firenze, al Palcus de Bercy e all'Opéra Bastille di Parigi, all’Opéra di Montecarlo (1982), a Stoccarda, Basilea, Monaco, Madrid (1982, in cui debuttava Josè Carreras nel ruolo di Don Josè) e Barcellona. Nel 1987 ottiene un vivissimo successo con l'interpretazione di Adina ne 'L'Elisir d'Amore' accanto a Luciano Pavarotti (Nemorino) al Teatro Comunale di Bologna, dove in seguito sarà Nannetta sotto la direzione di Riccardo Chailly e debutterà Serpina nella 'Serva Padrona' di Giovan Battista Pergolesi (1992, in coproduzione con i teatri di Reggio Emilia e Modena). Altro ruolo verdiano interpretato con freschezza vocale e scenica è quello di Oscar ne 'Un Ballo in Maschera', di cui ricordiamo le produzioni dell'Opera di Vienna (1990) e del Teatro di Monaco e al Regio di Parma (1989); oltre all'Arena di Verona, nel 1986, anno in cui le viene assegnato il Premio 'Giovanni Zenatello' e, da ultimo nel 1998. Nel 1985 debutta Euridice nell'opera 'Orfeo ed Euridice" di Christoph Willibald Gluck al Teatro Grande di Brescia e l'anno successivo (1986) esordisce come Lucia di Lammermoor, nell'omonima opera di Gaetano Donizetti, al Grand-Théatre di Bordeaux, ottenendo un grandioso successo di pubblico e di critica, la quale la definisce '…la Celeste Alida'. Fra i ruoli pucciniani, accanto alla toccante Liù, si segnalano la Lauretta in 'Gianni Schicchi', debuttata a Torre del Lago nel 1987, con Giuseppe Taddei (Gianni Schicchi) e Fedora Barbieri (Zita) e la palpitante Mimì all'Arena di Verona (1994), ruolo interpretato prima a Padova, Treviso, Bergamo, Wiesbaden, Dortmund, Toulouse, Catania (1996) e, da ultimo, a Monaco (marzo 1998). Si dedica anche al repertorio mozartiano: è Zerlina nel 'Don Giovanni' inaugurale della stagione 1993/'94 al Teatro Carlo Felice di Genova, con la regia di Giorgio Strelher e Despina nel 'Così fan tutte' al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo (1997). Sempre nel 1997 Alida canta 'Gianni Schicchi' (Lauretta) al Teatro Filarmonico di Verona, Nannetta in 'Falstaff' all'Accademia di Santa Cecilia a Roma, Micäela in 'Carmen' al Teatro Carlo Felice di Genova, Gilda in 'Rigoletto' al Teatro di Cagliari, Micäela e Gilda all'Arena di Verona e Adina, ne 'L'Elisir d'Amore', al Comunale di Firenze. Nel 1998 ha debuttato il ruolo di Gnese ne 'Il Campiello' di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Comunale di Bologna, è stata Oscar ne 'Un Ballo in Maschera' all'Arena di Verona, Mimì a Monaco e Lauretta a Tokyo (Giappone), in trasferta con il Teatro Comunale di Bologna. Nel 1999 ha interpretato Nannetta al Carlo Felice di Genova, Micäela nell'allestimento curato da Franco Zeffirelli all'Arena di Verona, Liù allo Stadio Olimpico di Roma ed ancora Micäela al Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo (in coproduzione con i teatri Amilcare Ponchielli di Cremona, Grande di Brescia e Franschini di Pavia). Di recente è stata Lauretta nel 'Gianni Schicchi' pucciniano al Teatro Comunale di Bologna (giugno 2000) e al Festival Internazionale di Santander (Spagna - luglio 2000). Nel giugno del 2000 ha debuttato il ruolo di Lei ne 'La Notte di un Nevrastenico' di Nino Rota al Teatro Comunale di Bologna. (Tratto dal sito  www.alidaferrarini.it)
 
 
 
 
 
 
MARIO
 
FRANZOSI
 
 
Villafranca 1915 - 2002 
 
 
Liberamente tratto da Giuseppe Franco Viviani, Mario Franzosi il maestro, Croma srl Dossobuono Verona ottobre 2004
 
Mario Franzosi, insegnate e storiografo, nacque a Villafranca di Verona il 28 ottobre 1915 e morì a Verona il 9 settembre 2002.
Discendente di una famiglia di radicata tradizione veneta di “cavallai” ovvero stallieri, probabilmente originaria del vicentino, fissatasi prima a Casaleone nel corso del primo decennio del XIX secolo (Matteo di Luigi), indi a Grezzano di Mozzecane quali dipendenti dei Canossa nel corso del secondo decennio del medesimo secolo XIX (Angelo di Luigi) e successivamente a Villafranca (ultimo ventennio del secolo XIX), figlio dell’inurbato Redisindo Achille e di Amalia Tabarini, trascorse tutta la vita nel luogo natio.
Compì gli studi primari (otto classi) nella scuola elementare del proprio paese, allievo della maestra Elena Bozzi, dimostrando sin da ragazzo propensione per la storia, la geografia, la linguistica e le scienze naturali e faticando nel canto, nel disegno, in diritto ed economia.
 
Compiuto gli studi medi presso il Collegio degli Stimmatini a Verona e diplomatosi maestro nel luglio 1938 presso l’Istituto “Carlo Montanari” di Verona grazie agli immensi sacrifici della mamma, rimasta vedova con un’altra figlia (Teresa), prese subito ad insegnare presso la scuola elementare statale di Roncà-Brenton (VR)
 
 Chiamato alle armi, fu ammesso in data 31 agosto 1939 al Corso allievi ufficiali di complemento presso l’87° Reggimento fanteria, divisione “Friuli”, di stanza ad Arezzo
 
Sottrattosi con buona fortuna alla cattura dei tedeschi, il giorno seguente la Liberazione (25 aprile 1945) fu collocato in congedo (30 aprile 1945); e con regolare decreto del Ministero della Difesa gli vennero poi attribuite due campagne di guerra, rispettivamente per il 1942 2 il 1943.
 
La sua produzione risulta estremamente lineare, definita da un obiettivo unico e costante: la valorizzazione della sua terra, la villafranchese in particolare.
Il modello delle sue monografie è quello della gloriosa e fortunata collana “Le guide” dell’editrice Vita Veronese.
Ciascuna di dette monografie è il prodotto di una certosina opera di ricerca di notizie dalle fonti storiche
Tipici dei suoi interessi e del suo stile sono gli studi sull’epigrafe romana di Rosegaferro e sull’incontro di papa Leone Magno con Attila, re Unno.
Alcune delle sue monografie:
Torri del Benaco, Lazise, Bussolengo, Sommacampagna, Peschiera del Garda, Povegliano Nogarole Rocca Mozzecane, Villafranca, tutte edite nella collana “Le guide” di Vita Veronese 
 
GIOVANNI
 
MARTINELLI
 
Villafranca 1904 - 1974
 
Nasce a Villafranca di Verona il 7 novembre 1904. Compie gli studi elementari e medi inferiori a Villafranca stessa.
Frequenta il Liceo Classico Maffei a Verona.
Si laurea nel 1931 in Farmacia presso l'Università di Padova e sostiene l’Esame di Stato a Bologna nel 1932.
Dal primo gennaio 1938 (XVI anno E.F.) sostituisce il dott. Maraschini (diplomato farmacista a Modena il 23.12.1908) nella gestione della farmacia Alla Rosa di proprietà di Ferruccio Faccioli, sita a Villafranca in C.V.E. n°150.
Dal 1939 ne diventa proprietario e gestore, modificandone il nome in Farmacia Martinelli.
Muore a Villafranca il 3 agosto 1974.
Il testamento olografo del dottor Giovanni Martinelli disponeva un notevole beneficio economico a favore dell’ente pubblico, nonché della Parrocchia e alcuni legati come riconoscenza a favore di persone che gli furono più care.
L’inventario dei beni lasciati alla Municipalità villafranchese annovera:
-         l’azienda farmacia con medicine, arredamento e avviamento;
-         quadri pregiati di rilevante valore depositati alcuni presso un caveau bancario, altri presso la casa di riposo “Morelli Bugna” e altri esposti presso la sede municipale.
Le opere pittoriche portano la firma di svariati autori, fra cui i concittadini Luigi Zago, Alice Pavanato, Paola Damiani Abella, Gian Luigi Zamboni, Aldo Rizzini e altri.
Grazie ai suoi lasciti inoltre fu possibile edificare la Parrocchiale di Madonna del Popolo.
 
 
ANGELO
 
MESSEDAGLIA
 
 
 
Villafranca 1820 - Roma 1901
Breve profilo biografico
Nasce a Villafranca (Verona) il 2 novembre 1820. Si laurea in legge a Pavia nel 1843. Il governo provvisorio di Milano lo nomina nel 1848 professore di diritto commerciale. Insegna Economia politica e statistica nelle università di Padova e di Roma. Pubblica numerose opere di teoria della popolazione, di statistica, analisi monetaria e catastale. La sua erudizione lo spinge a compiere anche studi di idraulica e geologia e a cimentarsi sia nella prosa che nella poesia. Collabora a diverse riviste fra cui Nuova Antologia. E' deputato al Parlamento per Verona dal 1866 al 1883 ed é nominato senatore il 10 maggio 1884. Muore a Roma il 5 aprile 1901
 
 
 
RENATO
 
BEGNONI 
 
 
 
 vivente
 
Renato Begnoni  -  Villafranca di Verona -1956
 
Artista veronese, tra i più importanti fotografi italiani è impegnato da diversi anni nella fotografia di ricerca, ha esposto in qualificati spazi pubblici in Italia e all'estero. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private: Italia, Francia, Polonia, Argentina, USA,Principato di Monaco, Canada, Germania e Russia. Il suo lavoro artistico è inserito nella storia della fotografia come maestro del colore (Progresso Fotografico-1991, Segni di luce-1993, il fotografo mestiere d'arte-2003).
Le sue opere sono state pubblicate su: Zoom, Flash Art,L'Europeo,Foto-graphia, Fotologia, Immagini fotopratica, Activa, Kult, AD, Goya, Corriere della Sera, Fotostorica, European Photography.
Nel 1995 partecipa alla XLVI Biennale internazionale d'arte di Venezia nella rassegna" l'Io e il suo doppio" - un secolo di ritratto in Italia.
A Vancouver nel 1997 rappresenta L'Italia nella giovane fotografia contemporanea.
Vince nel 2002 il premio nazionale Friuli Venezia Giulia per la fotografia.Dopo aver recentemente esposto in Canada e in Germania, nel 2009 è invitato a partecipare ad un tour di esposizioni in Russia, da S.Pietroburgo a Mosca con la mostra, - Italia 1946 -2006 dalla ricostruzione al nuovo millennio.
Sue opere si trovano: Bibliothèque Nationale de France, Parigi. Museum of Modern Art S.Francisco (USA) Department Fotoforum.   Museo Cà Pesaro, Fondazione Bevilacqua La Masa -Venezia.    Museo di storia della fotografia Alinari, Firenze Museo di fotografia contemporanea, Brescia. Galleria d'arte moderna e contemporanea, Accademia Carrara, Bergamo. C.R.A.F centro di ricerca e archiviazione della fotografia, Spilimbergo(PN). Fondazione CRV, patrimonio artistico del 900,Venezia.
­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
­