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AVVENNE NEL MESE DI GENNAIO
ETTORE GALLO, nacque a Napoli da genitori oriundi calabresi il 3 gennaio 1914
E’ stato un partigiano e giurista italiano, presidente della Corte Costituzionale
Rimasto orfano di entrambi i genitori (il padre era morto durante la prima
guerra mondiale nei pressi di Pasubio), all'età di tre anni si trasferì a
Villafranca di Verona, in casa dello zio. Allievo della Scuola Militare Nunziatella,
dopo il liceo classico si laureò in Giurisprudenza e in Scienze Politiche e vinse
il concorso nella magistratura.
Chiamato alle armi, l'8 settembre del 1943 era ufficiale carrista dell'allora Regio
esercito. Decise che la scelta giusta era di combattere contro i nazisti e i fascisti
per la pace e la democrazia e non esitò a svestirsi della divisa per scegliere le file
dei partigiani, in Veneto; aderì al Partito d'Azione e con il nome di battaglia "Maestro",
divenne presto uno dei comandanti di divisioni partigiane più apprezzati e combattivi.
Catturato dalle SS, fu da queste consegnato alla banda di torturatori del fascista
Mario Carità e rimase per due mesi nelle loro mani. Interrogato e ferocemente
torturato, tacque e fu condannato a morte.
L'insurrezione di Padova e l'arrivo degli alleati gli salvarono la vita.
Il Processo di Verona fu un procedimento giudiziario avvenuto nella nostra città,
al tempo sotto la giurisdizione della Repubblica Sociale Italiana (RSI),
dall'8 al 10 gennaio 1944.
Il processo si tenne in Castelvecchio, nella sala da concerto degli Amici della Musica,
dove nel novembre dell'anno precedente ebbe luogo l'Assemblea del Partito Fascista
Repubblicano (PFR).
Esso vide sul banco degli imputati i 19 membri del Gran Consiglio del Fascismo che,
nella seduta del 25 luglio 1943, avevano sfiduciato Benito Mussolini dalla carica di
Presidente del Consiglio apponendo la loro firma all'Ordine del giorno Grandi.
Gli imputati, tranne Cianetti che era in posizione privilegiata, a causa della lettera di
pentimento e di ritrattazione del voto che egli aveva inviato a Mussolini subito dopo la
seduta del Gran Consiglio, furono tutti condannati a morte.
Alle 9,20 del giorno 11 la sentenza veniva eseguita da un plotone di esecuzione
formato da uomini della Guardia Nazionale Repubblicana. I condannati affrontavano
la morte serenamente, ad eccezione di Marinelli.
Ciano che all'attimo del fuoco aveva cercato di voltare la faccia al plotone (i condannati
venivano fucilati alla schiena) non moriva alla prima scarica ed aveva bisogno del
colpo di grazia.
27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA
di concentramento e di smistamento dei prigionieri di origine polacca e non specifi-
catamente per lo sterminio del popolo ebraico.
Conosciuto in seguito come Stammlager («lager principale»), era l'originario
e centro amministrativo dell'intero complesso.
Il numero di prigionieri rinchiuso in questo campo fluttuò tra le 15.000 e le oltre 20.000
unità. Qui furono uccise, in una piccola camera a gas ricavata dall'obitorio, o morirono,
a causa delle difficili condizioni di vita, circa 70.000 persone, per lo più intellettuali
polacchi e prigionieri di guerra sovietici
La prima armata che entrò nel lager fu la LX Armata del Primo Fronte
Ucraino. Vennero trovati circa 7.000 prigionieri ancora in vita. Inoltre,
vennero trovati migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che
possedevano i prigionieri prima di entrare nel lager e 8 tonnellate
di capelli umani imballati e pronti per il trasporto.
PIETRA DEL MESE IL GRANATO
Granato
Una delle pietre piu' antiche, di colore rosso bruno, era usata fin
dai tempi preistorici come ornamento. La portarono a lungo
rappresentanti della chiesa e uomini di stato. Era molto
apprezzata come ricordo da scambiarsi sul punto di separarsi,
si diceva che porti lealta', fedelta', buona reputazione,
successo negli affari e vittoria contro gli avversari. Nel Medioevo
si riteneva che curasse le infiammazioni e cambiasse colore all'
avvicinarsi del pericolo.
E' una gemma luminosa e fiera, ricca di significati storici, portata
vi rende piu' attraenti e desiderabili, oltre a darvi fiducia in voi
stessi, attira le simpatie e favorisce il successo in attivita' di
governo. In Persia viene ancor oggi usato come talismano contro
le forze della natura; temporali o uragani, si diceva anche che
tenesse lontano il fulmine e che portasse salute e buon umore.
Il Granato rosso viene associato al segno dell' Ariete, governato
da Marte predilige tutte le pietre che vanno dal rosso al violaceo.
Il Granato porta forza ed energia
DEMOCRAZIA
(L'ARTE DI AUTOGOVERNO DEL POPOLO O UNA METODOLOGIA PER GESTIRE IL POPOLO?)
COMMENTO DI TISCALI AL SITO DI
ITALIA FUTURA
Italia Futura: no al voto, ricompattare la maggioranza. Berlusconi vince perché non ha concorrenza
"La delusione degli "italiani ignoti" e il fallimento della seconda repubblica" ha titolato oggi il sito di Italia Futura, un’associazione molto vicina a Luca Cordero di Montezemolo, prendendo spunto dalle polemiche politiche che stanno devastando in questi giorni il tessuto politico del Paese. Quale delusione? La frustrazione di un governo che non è stato capace di rivitalizzare l’Italia, la frustrazione di un popolo che ancora una volta dovrà, molto probabilmente, recarsi alle urne per dare al Paese un governo stabile.
“Andare alle elezioni non risolverà alcun problema. Perderemmo solo altri sei mesi" si legge su Italia Futura. “Berlusconi, Fini e Bossi - si legge sul sito internet - hanno il dovere di chiudere lo scontro istituzionale che non è degno di un Paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma elettorale anche minimo, di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura". "Berlusconi è stato uno dei più capaci imprenditori italiani – rileva Italia Futura - e sa bene che, alla fine, dopo tutte le chiacchiere e le attenuanti, un leader si misura sulla base dei risultati. Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti e ciò conterà nella valutazione del suo operato più di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza".
Bacchettate anche a certa stampa: “La seconda Repubblica sta affondando tra veleni e dossier (di dubbia provenienza), distribuiti tramite giornali militanti (di destra e di sinistra) e siti di gossip, in spregio a qualsiasi regola di fair play, correttezza e civiltà. Qualcuno conta, tra l’altro, che questa palude di melma scoraggi qualsiasi velleità di partecipazione al dibattito pubblico di chi non è un politico di professione. E le sue speranze sembrano a questo punto ben riposte. Un assordante silenzio si leva dalla società civile”.
Italia Futura suggerisce una soluzione. “Berlusconi, Fini e Bossi (il quale è spesso apparso essere qualcosa in più di un semplice alleato di governo) hanno dunque il dovere di chiudere uno scontro istituzionale che non è degno di un paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma anche minimo di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura. Se, al contrario, sceglieranno la via della rottura e delle elezioni, venendo meno agli impegni presi con gli italiani, saranno pienamente responsabili delle conseguenze”.
12 agosto 2010
Redazione Tisca
RIPORTIAMO DA UN BLOG CHE RIGUARDA IL MOLISE
CHANGEZ LES DAMES agosto 6 2010
Non sapevo che il “caso Malan” trattato qualche giorno fa su queste pagine (il senatore che in ossequio alla “razionalizzazione delle risorse lavorative” assumeva presso il suo ufficio al Senato la moglie e la nipote di costei), avesse un precedente ancora più incredibile.
Nel 2005, racconta Gian Antonio Stella, «due deputati leghisti, forse per marcare una innovazione padana nei confronti del vecchio nepotismo partitocratrico», hanno fatto di meglio. Cioè, ognuno «ha assunto in ufficio, a spese dello Stato e quindi di noi cittadini, la moglie dell'altro. Una bella pensata che, aggirando gli stucchevoli paletti di una legge bigotta contro il familismo, apre nuovi orizzonti al mantenimento di figli e cugini, generi e cognati, zie e concubine. Senza più il fastidioso ingombro di provvedere al vitto e alloggio dei propri cari, comodamente collocati a carico delle pubbliche casse». E l’episodio si accompagna all’altro, ben più noto, «del figlio Riccardo e del fratello Franco di Umberto Bossi mandati a fare i consiglieri a Bruxelles e fatti rientrare solo dopo lo scoppio dello scandalo».
Molto interessante anche la cornice descritta da Gian Antonio Stella, fra speculazioni immobiliari, aperture di casinò, sale Bingo e fallimenti. In nome, si capisce, della diversità, e della innovazione padana.
postato da: cavallisanniti alle ore 20:36 | Permalink | commenti (3)
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Da Famiglia Cristiana 4 agosto 2010
La morale "fai da te"
Anticipiamo l'editoriale del numero di Famiglia Cristiana in edicola giovedì 5 agosto: "Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Stupisce la mancata indignazione della gente".
03/08/2010
La questione morale agita il dibattito politico dal lontano 1981, da quando cioè – undici anni prima di Mani pulite – l’allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer, ne parlò per primo. La Seconda Repubblica nacque giurando di non intascar tangenti, di rispettare il bene pubblico, di debellare malaffare e criminalità. Bastano tre cifre, invece, per dirci a che punto siamo arrivati. Nel nostro Paese, in un anno, l’evasione fiscale sottrae all’erario 156 miliardi di euro, le mafie fatturano da 120 a 140 miliardi e la corruzione brucia altri 50 miliardi, se non di più.
Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Quel che stupisce è la rassegnazione generale. La mancata indignazione della gente comune. Un sintomo da non trascurare. Vuol dire che il male non riguarda solo il ceto politico. Ha tracimato, colpendo l’intera società. Prevale la “morale fai da te”: è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il “bene comune” è uscito di scena, espressione ormai desueta. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interessi e convenienza.
Se è vero, come ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, che «la legalità è un imperativo categorico per tutti, e in primo luogo per i politici, e nessuno ha l’esclusiva», è altrettanto indubbio che c’è, anche ad alti livelli, un’allergia alla legalità e al rispetto delle norme democratiche che regolano la convivenza civile. Lo sbandierato garantismo, soprattutto a favore dei potenti, è troppo spesso pretesa di impunità totale. Nonostante la gravità delle imputazioni. L’appello alla legittimazione del voto popolare non è lasciapassare all’illegalità. Ci si accanisce, invece, contro chi invoca più rispetto delle regole e degli interessi generali. Una concezione padronale dello Stato ha ridotto ministri e politici in “servitori”. Semplici esecutori dei voleri del capo. Quali che siano. Poco importa che il Paese vada allo sfascio. Non si ammettono repliche al pensiero unico. E guai a chi osa sfidare il “dominus” assoluto.
Che ne sarà del Paese, dopo la rottura avvenuta tra Berlusconi e Fini? La scossa sarà salutare solo se si tornerà a fare “vera” politica. Quella, cioè, che ha a cuore i concreti problemi delle famiglie: dalla disoccupazione giovanile alla crescente povertà. Bisogna avere l’umiltà e la pazienza di ricominciare. Magari con uomini nuovi, di indiscusso prestigio personale e morale. Soprattutto se si aspira alle più alte cariche dello Stato. Giustamente, i vescovi parlano di «emergenza educativa». Preoccupati, tra l’altro, dalla difficoltà di trasmettere alle nuove generazioni valori, comportamenti e stili di vita eticamente fondati.
Contro l’impotenza morale del Paese, il presidente Napolitano ha invocato i «validi anticorpi» di cui ancora dispone la nostra democrazia e la collettività. Famiglia, scuola e, soprattutto, mondo ecclesiale sono i primi a essere chiamati a dare esempi di coerenza e a combattere il male con più forza. Anche di questo si dibatterà a Reggio Calabria, dal 14 al 17 ottobre, nella 46ª edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Dei 900 delegati, 200 sono giovani. Una scelta. Un investimento. Un piccolo segnale di speranza.
"I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori."
"Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura."
Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18.
Libera Accademia di Fontanafredda
La S.V.I . è gentilmente invitata, domenica 28 marzo 2010, alla serata del Premio Rondini presso la nostra sede in Fontanafredda di Valeggio sul Mincio – VR
Programma della serata:
ore 17,30 Presentazione di “Processo a Gesù” di Diego Fabbri
a cura dell’Estravagarioteatro
ore 18,30 Esibizione della étoile
ore 18,35 Omaggio delle Allieve del C.E.A. alla illustre maestra
ore 18.45 Consegna del Premio Rondini alla étoile Gloria Grigolato
ore 19,00 Buffè
il Comitato Direttivo
Gloria Gridolato
NEMO PROFETA IN PATRIA
Figli illustri che trovano soddisfazioni fuori dai patri confini
un passo di danza della nostra etoile
Domenica sera 13.12. 2009, festa di Santa Lucia, il Teatro Salieri di Legnago ha insignito la nostra concittadina, GLORIA GRICOLATO, con il premio alla carriera e soprattutto per essersi affermata nel Regno Unito.
La nostra etoile ha ballato un assolo del primo atto del balletto Raymonda.
La serata sara' trasmessa su Tele Arena il 24-25-26 dicembre.
Complimenti alla nostra insigne concittadina.
SCUOLA & GIOVANI
LA LETTERA. Il direttore generale della Luiss
avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito
"Figlio mio, lascia questo Paese"
di PIER LUIGI CELLI
L'università La Sapienza di Roma
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre
L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)
Pubblicato da RED on lunedì 20 aprile 2009
Sfogliando una rivista ho letto un articolo che ha stuzzicato la mia curiosità: il titolo era "Voglio che tutti siano felici", che di per sè è una dichiarazione forte, ma se considerate che è stata detta dall'imprenditore Brunello Cucinelli ed è riferita ai suoi dipendenti ... bhè questo fa riflettere ancora di più ...
Brunello Cucinelli è un imprenditore filosofo ed è così diverso dagli altri da aver scelto un borgo antico come sede della sua fabbrica, perchè pensa che la qualità dalla vita dei suoi dipendenti sia molto importante e che il "bello" renda migliore il tempo passato al lavoro.
La sua fabbrica produce maglieria in cachemire colorato, seguendo le orme della mamma, che lavorava in casa per conto terzi. Sceglie il borgo di Solomeo come sede in quanto la fidanzatina, attuale moglie, era nativa di lì e in 23 anni di appassionato lavoro ristruttura il borgo vecchio, che versava in stato di abbandono. Lavorano per lui 500 dipendenti che non timbrano il cartellino ma che devono organizzarsi con i colleghi per gestire le assenze in modo che il lavoro non ne risenta; l'assenteismo è pari a zero, i dipendenti vengono pagati il 20% in più rispetto ai contratti di lavoro, in quanto, secondo l'imprenditore, si lavora meglio se non si ha problemi a pagare il mutuo ... Crede nella creatività di tutti i suoi dipendenti: il logo per una linea di prodotto gli è stato suggerito dalla signora delle pulizie ...
Imprenditore etico del cachemire, fornitore anche di Fausto Bertinotti.
Brunello Cucinelli è nato a Castel Rigone, in provincia di Perugia, nel 1956, in un podere dove la famiglia ha vissuto senza acqua né luce fino alla fine degli anni Sessanta.
Oggi è il re assoluto del cachemire italiano; ha punti vendita a Parigi, New York, Mosca, Giappone, USA; Francia, Spagna, Svizzera e Nord Europa. Ha un fatturato complessivo di 62.5 milioni di euro, di cui di esportazione 37.5 milioni.
Cucinelli è conosciuto come l’industriale filosofo, la sua azienda come umanistica. Si concretizza in regole come: l’orario dalla 8 alle 18 per tutti, tutti hanno le chiavi dell’azienda, tutti puliscono il proprio piano di lavoro, lo stipendio di tutti è all’incirca del 20% superiore alla media dei colleghi dello stesso settore in Italia, il profitto deve avere un volto umano, ovvero deve far.
Sostiene che il lavoro serva a migliorare le condizioni dell’essere umano. Per questo ha fondato nel 1985 a Solomeo (PG), nel borgo medievale da cui proviene al moglie Federica, l’azienda che oggi lo ha reso famoso nel mondo. Nella Rocca ci sono uffici e laboratori; nella vecchia casa del fattore la mensa Il Foro delle Arti, il teatro, l’ippodromo e il Ninfeo, che insieme alla Chiesa e la Piazza Centrale sono elementi architettonici realizzati durante la ristrutturazione del borgo, al fine di “migliorare la vita degli esseri umani”.
La sua Impresa Umanistica viene studiata nelle Università. Ha scelto il cachemire come ambito produttivo per tre motivi: 1) Marketing Imagination di Theodore Leavitt sosteneva che i Paesi industrializzati avrebbero dovuto concentrare la loro produzione nelle gamme alte; 2) del cachemire “non si butta nulla” 3) i ricchi esisteranno sempre.
HA DETTO DEL DENARO: riveste un vero valore solo quando viene speso per migliorare l’esistenza e la crescita dell’uomo. E questo è il nostro fine. (www.brunellocucinelli.it)
ISPIRATORI: Socrate, Seneca e Francesco D’Assisi. E poi San Benedetto, Platone, Aristotele, Rousseau e Spinoza.
ETICA: la sua azienda, come anche le ultime tendenze dell’economia globale, si orientano oggi sempre di più verso una riscoperta di valori umani. Il risultato?: “un gruppo (di lavoro) unito dove ognuno ha un ruolo da svolgere per il bene di tutti”. (brunellocucinelli.it)
DICE DELLA SUA OPERA: Credo in una impresa umanistica, che risponda nella forma più nobile a tutte le regole di etica che l’essere umano ha definito. (www.brunellocucinelli.it)
HA DETTO DI BERTINOTTI: Non amo tanto Bertinotti, perché anche lui purtroppo lavora, come tanti altri politici, solo per essere rieletto. E poi sempre con quell’aria saccente di una certa sinistra arcaica e intollerante. Mi piaceva Gorbaciov, Anche Clinton. Mi mancano gli idealisti. Una figura a cui sono affezionato è Che Guevara, il simbolo del sogno e dell’avventura. (Quotidiano Nazionale, 08/10/2005)
PROGETTO DAL ROMANZO AL LIBRO: UN VIAGGIO ALLO SPECCHIO
- LETTURE COMPARATE LIBRO/FILM –
Il Consiglio Direttivo, in aderenza alle finalità generali dell’Associazione Culturale “Cittadini per..”,nell’ambito del servizio Book Express, per migliorare l’interscambio culturale fra i fruitori e su espressa richiesta degli stessi, ha ritenuto utile istituire un corso di lettura comparata libro/film da attivarsi secondo il seguente programma di massima:
Titolo del Progetto: Dal Romanzo al Film: un viaggio allo specchio –
Letture comparate libro/film.
Inizio: 1/6/09: con la preparazione del coordinatore e degli animatori
Sviluppo: dal mese di ottobre 2009 al mese di febbraio 2010, svolgimento
del programma secondo il seguente schema di massima:
Incontri settimanali al lunedì dalle ore 20,30:
1° incontro: presentazione del libro da parte del conduttore con indicazioni delle chiavi di lettura e dei brani significativi;
2° incontro: feed bach dei lettori con esposizione delle impressioni da parte del corsista designato e lettura dei brani significativi;
3° incontro: lettura comparata libro/film con schede animate a cura del conduttore;
4° incontro: Proiezione e commenti al film.
Programma culturale: Dal romanzo al film: un viaggio allo specchio
Analisi del testo romanzesco e cinematografico attraverso il viaggio interculturale e personale dei protagonisti.
Persepolis (2007). Libro/Fumetto e Film di di Marjane Satrapi
L'opera narra la vita dell'autrice, dall'infanzia trascorsa in Iran sino all'età adulta; da un lato, Persepolis racconta soprattutto dell'Iran, dell'evoluzione e dei mutamenti che tale Paese ha subìto in seguito alla Rivoluzione Islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna adulta; ma racconta anche dell'Europa, del mondo "occidentale" osservato da un'adolescente costretta ad allontanarsi dal proprio Paese e da una dittatura opprimente, soprattutto verso le donne.
Premi Festival di Cannes: Premio della Giuria; Golden Globe Awards: Nomination Miglior Film Straniero; Oscars: Nomination Miglior Film d’Animazione; ….
Monsieur Ibrahim e i Fiori del Corano (2003). Regia: François Dupeyron, Monsieur Ibrahim e i Fiori del Corano (2003), Eric Emmanuel Scmitt
Premi Mostra di Venezia Premio del Pubblico e Leone d’Oro alla Carriera per Sharif
Parigi, anni '60. Momo ha undici anni e vive solo con un padre depresso e taciturno. Il ragazzino stringe amicizia con Ibrahim (Omar Sharif), il proprietario arabo della drogheria del quartiere ebraico. Insieme intraprendono un viaggio verso Oriente, lungo un percorso disseminato dei "fiori del Corano", le frasi che l'anziano sufita pronuncia nelle conversazioni con il suo piccolo amico.
Into the Wild (2007). Regia: Sean Penn
Nelle Terre Estreme (1997), John Krakauer
Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless, un giovane benestante che, subito dopo la laurea in scienze sociali all'Università di Emory nel 1990, dona i suoi risparmi all'Oxfam e abbandona amici e famiglia per sfuggire ad una società consumista e capitalista in cui non riesce più a vivere. La sua inquietudine, in parte dovuta al pessimo rapporto con la famiglia e in parte alle letture di autori anticonformisti come Thoreau e London, lo porta a viaggiare per due anni negli Stati Uniti e nel Messico del nord, con lo pseudonimo Alexander Supertramp. Durante il suo lungo viaggio verso l'Alaska incontrerà sulla sua strada diversi personaggi: una coppia hippie, un giovane trebbiatore del South Dakota, una giovane cantautrice hippie ed un anziano veterano chiuso nei suoi ricordi, a cui cambierà la vita con il suo messaggio di libertà e amore fraterno e dai quali riceverà la formazione necessaria per affrontare le immense terre dell'Alaska.
Premi Nomination Oscar 2008 al miglior attore non protagonista; Nomination Oscar per il miglior montaggio; Nomination Golden Globe 2008 Miglior colonna sonora; Nomination David di Donatello 2008 Miglior film straniero ; Golden Globe 2008 Migliore canzone originale (Guaranteed); Festa Internazionale di Roma 2007
Premio Fastweb per la sezione Première; Ciak d'oro 2008 Miglior film straniero
Il Destino nel Nome (2006). Regia: Mira Nair
L’Omonimo (2003), Jhumpa Lahiri
Ashima e Ashoke sono due giovani bengalesi, il cui matrimonio viene combinato dalle rispettive famiglie. Una volta sposati si trasferisco negli Stati Uniti, dove l'impatto con la fredda e grigia New York contrasta con i colori caldi di Calcutta. Nel corso degli anni inizieranno a conoscersi, amarsi e rispettarsi mettendo al mondo due figli, e dovendo adattarsi ad un paese culturalmente molto diverso dal loro.
Premi National Board of Review of Motion Pictures Awards, 2007: Miglior Film
Indipendente
I Diari della Motocicletta (2004). Regia: Walter Salles
Latinoamericana (2004), Ernesto Che Guevara
Nel 1952, due giovani argentini, Ernesto Guevara e Alberto Granado, si misero in viaggio per scoprire la vera America Latina. Ernesto, 23 anni, è uno studente in medicina specializzando in leprologia, e Alberto, 29 anni, è un biochimico. Il film segue i due giovani mentre scoprono la complessa e ricca topografia umana del continente latinoamericano.
Premi British Academy of Film and Television Arts Awards, 2005: Miglior film
non in lingua inglese; Oscars 2005: Miglior canzone originale
L'iscrizione è completamente gratuita.
E' sufficiante compilare la seguente scheda (fare copia e incolla) e inviarla via fax a: 1786060912
Il Presidente dell’Associazione “Cittadiniper”
Dott. Giuseppe Passarelli
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LETTURE COMPARATE
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tel. 3463009101 e-mail info@cittadiniper.it
fax n° 1786060912
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INDIRIZZO__________________________________TEL______________MAIL_____________
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L’iscrizione all’Associazione “Cittadini per…….”
ADERISCE AL SERVIZIO BOOK EXPRESS
E SI ISCRIVE AL
CORSO DI LETTURA COMPARATA LIBRO/FILM
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Data____________________________________________
In fede
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Conosciuto in seguito come Stammlager («lager principale»), era l'originario
successo negli affari e vittoria contro gli avversari. Nel Medioevo
E' una gemma luminosa e fiera, ricca di significati storici, portata
Non sapevo che il “caso Malan” trattato qualche giorno fa su queste pagine (il senatore che in ossequio alla “razionalizzazione delle risorse lavorative” assumeva presso il suo ufficio al Senato la moglie e la nipote di costei), avesse un precedente ancora più incredibile.
Nel 2005, racconta Gian Antonio Stella, «due deputati leghisti, forse per marcare una innovazione padana nei confronti del vecchio nepotismo partitocratrico», hanno fatto di meglio. Cioè, ognuno «ha assunto in ufficio, a spese dello Stato e quindi di noi cittadini, la moglie dell'altro. Una bella pensata che, aggirando gli stucchevoli paletti di una legge bigotta contro il familismo, apre nuovi orizzonti al mantenimento di figli e cugini, generi e cognati, zie e concubine. Senza più il fastidioso ingombro di provvedere al vitto e alloggio dei propri cari, comodamente collocati a carico delle pubbliche casse». E l’episodio si accompagna all’altro, ben più noto, «del figlio Riccardo e del fratello Franco di Umberto Bossi mandati a fare i consiglieri a Bruxelles e fatti rientrare solo dopo lo scoppio dello scandalo».
Molto interessante anche la cornice descritta da Gian Antonio Stella, fra speculazioni immobiliari, aperture di casinò, sale Bingo e fallimenti. In nome, si capisce, della diversità, e della innovazione padana.
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Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Quel che stupisce è la rassegnazione generale. La mancata indignazione della gente comune. Un sintomo da non trascurare. Vuol dire che il male non riguarda solo il ceto politico. Ha tracimato, colpendo l’intera società. Prevale la “morale fai da te”: è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il “bene comune” è uscito di scena, espressione ormai desueta. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interessi e convenienza.
Se è vero, come ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, che «la legalità è un imperativo categorico per tutti, e in primo luogo per i politici, e nessuno ha l’esclusiva», è altrettanto indubbio che c’è, anche ad alti livelli, un’allergia alla legalità e al rispetto delle norme democratiche che regolano la convivenza civile. Lo sbandierato garantismo, soprattutto a favore dei potenti, è troppo spesso pretesa di impunità totale. Nonostante la gravità delle imputazioni. L’appello alla legittimazione del voto popolare non è lasciapassare all’illegalità. Ci si accanisce, invece, contro chi invoca più rispetto delle regole e degli interessi generali. Una concezione padronale dello Stato ha ridotto ministri e politici in “servitori”. Semplici esecutori dei voleri del capo. Quali che siano. Poco importa che il Paese vada allo sfascio. Non si ammettono repliche al pensiero unico. E guai a chi osa sfidare il “dominus” assoluto.
Che ne sarà del Paese, dopo la rottura avvenuta tra Berlusconi e Fini? La scossa sarà salutare solo se si tornerà a fare “vera” politica. Quella, cioè, che ha a cuore i concreti problemi delle famiglie: dalla disoccupazione giovanile alla crescente povertà. Bisogna avere l’umiltà e la pazienza di ricominciare. Magari con uomini nuovi, di indiscusso prestigio personale e morale. Soprattutto se si aspira alle più alte cariche dello Stato. Giustamente, i vescovi parlano di «emergenza educativa». Preoccupati, tra l’altro, dalla difficoltà di trasmettere alle nuove generazioni valori, comportamenti e stili di vita eticamente fondati.
Contro l’impotenza morale del Paese, il presidente Napolitano ha invocato i «validi anticorpi» di cui ancora dispone la nostra democrazia e la collettività. Famiglia, scuola e, soprattutto, mondo ecclesiale sono i primi a essere chiamati a dare esempi di coerenza e a combattere il male con più forza. Anche di questo si dibatterà a Reggio Calabria, dal 14 al 17 ottobre, nella 46ª edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Dei 900 delegati, 200 sono giovani. Una scelta. Un investimento. Un piccolo segnale di speranza.
avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre
L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)

Brunello Cucinelli è nato a Castel Rigone, in provincia di Perugia, nel 1956, in un podere dove la famiglia ha vissuto senza acqua né luce fino alla fine degli anni Sessanta.
Oggi è il re assoluto del cachemire italiano; ha punti vendita a Parigi, New York, Mosca, Giappone, USA; Francia, Spagna, Svizzera e Nord Europa. Ha un fatturato complessivo di 62.5 milioni di euro, di cui di esportazione 37.5 milioni.
Cucinelli è conosciuto come l’industriale filosofo, la sua azienda come umanistica. Si concretizza in regole come: l’orario dalla 8 alle 18 per tutti, tutti hanno le chiavi dell’azienda, tutti puliscono il proprio piano di lavoro, lo stipendio di tutti è all’incirca del 20% superiore alla media dei colleghi dello stesso settore in Italia, il profitto deve avere un volto umano, ovvero deve far.
La sua Impresa Umanistica viene studiata nelle Università. Ha scelto il cachemire come ambito produttivo per tre motivi: 1) Marketing Imagination di Theodore Leavitt sosteneva che i Paesi industrializzati avrebbero dovuto concentrare la loro produzione nelle gamme alte; 2) del cachemire “non si butta nulla” 3) i ricchi esisteranno sempre.
CONVEGNO
SUL
FEDERALISMO
Una tre giorni culturale molto interessante a Villafranca di Verona.
Il 15, 21 e 27 aprile 2009 dalle ore 21 presso la sala Mirò di corso Vittorio Emanuele si è parlato ampiamente e approfonditamente di Federalismo.
Il Convegno, primo del suo genere in Villafranca, è stato organizzato dalla nascente Associazione Culturale "Cittadini per.." di Villafranca di Verona e dalla Casa d’Europa di Verona, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Villafranca.
Saverio Cacopardi, segretario della Casa d’Europa di Verona ha ripercorso i momenti salienti della fondazione degli U.S.A. nella relazione “La nascita degli USA e la dimensione cosmopolitica del federalismo”;
Giorgio Anselmi, segretario nazionale del Movimento Federalista Europeo, ha tratteggiato invece il percorso della più antica proposta di federalismo nella relazione “La Confederazione Elvetica e la dimensione comunitaria del federalismo”;
Interessantissima poi la tavola rotonda finale in cui:
Flavio Rodighiero, prof. a La Sapienza di Roma e Presidente dell’ESU di Padova, ha sintetizzato il percorso culturale del federalismo: Dal Comune all’Europa;
Silvio Gandini, vice Presidente dell’ANCI Veneto e sindaco di Legnago, ha delineato le richieste e le motivazioni del movimento dei Sindaci del nord-est;
Simonetta Rubinato, sindaco del comune di Roncade(TV) e parlamentare alla Camera dei Deputati, ha tracciato un esauriente profilo della proposta di legge sul federalismo fiscale in discussione al Parlamento Italiano.
Ricco e circostanziato il dibattito che ha mostrato particolare coinvolgimento di pubblico e vivo interesse dei partecipanti con una folta presenza di giovani studenti degli Istituti Superiori del Villafranchese.
Un handicap essere bravi,
dice autore di
"La fuga dei talenti"
Un'astrobiologa a Londra, capace di trovare acqua e metano nello spazio; un compositore osannato dalla critica musicale di mezzo mondo e di base a New York; un manager delle risorse umane a Houston, Texas, che ha trasferito nel mondo dell'azienda le sue conoscenze musicali. Caratteristiche comuni: giovane età, nazionalità italiana, bravura fuori dal comune. E carriera fuori dall'Italia.
Sono tre delle storie raccolte da un giornalista che ha tracciato un quadro impietoso del Belpaese, attraverso il ritratto di giovani professionisti che l'Italia si è lasciata scappare.
"Ho iniziato da quelli che conoscevo, da quelli che conoscevano i miei amici. Poi c'è stato un passaparola tra quelli che intervistavo e che mi segnalavano altri", spiega a Reuters Sergio Nava, 35 anni, giornalista di Radio 24 Il Sole 24 Ore, recente esperienza come portavoce a Strasburgo del gruppo Are, Assemblea delle Regioni d'Europa ("scelto solo in base a curriculum, prova scritta e colloqui"), autore di "La fuga dei talenti" (San Paolo), che viene presentato oggi alle 17 alla rappresentanza della Commissione Europea a Milano (corso Magenta 61).
Storie, quelle raccolte da Nava, di professionisti "tutti (o quasi) accomunati da un male originale: l'essere bravi, capaci, meritevoli, con una marcia in più. E proprio per questo svalutati, sviliti, rifiutati e messi nell'angolo da un Paese che non offre loro alcun tipo di opportunità, oppure ... li blocca a un certo punto della loro carriera in una situazione di stallo, impedendo loro di dare fondo a tutte le proprie risorse. E di aiutare l'Italia a risollevarsi".
Così, Giovanna Tinetti, astrobiologa, laurea con lode all'Università di Torino, raccoglie in Inghilterra i frutti di una ricerca sviluppata tra Parigi, California e Londra, pubblicando i risultati sulla scoperta di acqua e metano in un pianeta extrasolare. Mentre Oscar Bianchi, diploma in tempo record al Conservatorio di Milano, si sfoga confessando che "nella musica italiana oggi non esiste mercato: quello che c'era l'ha distrutto la politica. Rimangono solo piccole e rare oasi", e intraprende una carriera folgorante dopo il master a Parigi ed il dottorato a New York.
La formazione musicale è servita invece a Gianni Chirichella, studi al Conservatorio e laurea con lode in Estetica alla facoltà di Lettere e Filosofia della Statale di Milano, per sviluppare un'insolita competenza nel campo dell'organizzazione aziendale e delle risorse umane, che attraverso varie esperienze estere lo vede oggi "in carriera" a Houston, Texas.
BRAVURA E SEMPLICITA' I TRATTI COMUNI DI CHI SFONDA ALL'ESTERO
La cosa sorprendente, tra queste e altre storie di giovani di successo emigrati all'estero, è "la capacità di tanti italiani di essere protagonisti. Più bravi, flessibili, geniali di altri. Forse perchè abituati a confrontarsi con l'emergenza, e a doversi arrangiare, per chi non è raccomandato o non ha una famiglia che conta", dice Nava.
Il risvolto amaro è la conferma di un sistema Italia che continua a ignorare la meritocrazia, a premiare il familismo e le raccomandazioni. E a sperperare talenti. Al punto, ricorda il libro, che secondo il rapporto Italiani nel Mondo 2006, "la situazione attuale è equivalente al fatto che tre delle nostre maggiori Università lavorano solo per formare competenze che vengono poi utilizzate esclusivamente da Paesi stranieri".
Curioso e sorprendente, "il filo conduttore tra queste persone è l'umiltà, contrapposta all'arroganza di raccomandati e 'portaborse' che si incrociano qui", dice Nava. Che ispirandosi alla feroce ironia di Jonathan Swift, lancia una sua "Modesta proposta" in tre punti, in una situazione che considera causa di declino per l'Italia: rende obbligatorio per tutti gli studenti delle superiori un periodo di studio all'estero, "possibilmente in Paesi di provata meritocrazia"; punire come reato con pene sino a 10 anni la raccomandazione; premiare le aziende che affidandosi a pool di esperti assumano soltanto in base al merito
Roberto Bonzio
tratto da:
http://it.notizie.yahoo.com/4/20090421/tso-oitlr-intervista-fugatalenti-permart-89ec962.html
Dove abita la saggezza?
Non è solo una questione d'età o di esperienza: la saggezza, lungi dall'essere un concetto puramente astratto o filosofico, risiede in specifiche zone del nostro cervello, ha cioè solide basi neurobiologiche. A sostenere la suggestiva ipotesi un gruppo di ricercatori dell'Università della California, autori di un'originale overview pubblicata sulla rivista Archives of General Psychiatry. Sebbene la definizione di saggezza sia piuttosto soggettiva e mutuata nel tempo da influssi storici e religiosi, alcuni tratti caratteriali sono comunemente riconosciuti come propri di un "individuo assennato": empatia, altruismo, stabilità emotiva, conoscenza di sé, attitudine ai rapporti sociali, tolleranza.
Ebbene, per ricostruire i circuiti cerebrali della saggezza, il team guidato da Dilip Jeste, professore di psichiatria e neuroscienze della School of Medicine di San Diego, ha preso in esame articoli originali e pubblicazioni scientifiche che analizzassero le basi biologiche di questi tratti. I ricercatori hanno così scoperto, ad esempio, che ponderare una situazione, valutandone pro e contro, attiva la corteccia prefrontale mediana, mentre tentare di risolvere un conflitto impegna i cingolati anteriori.
"Alla luce di queste scoperte si può ipotizzare che la saggezza nasca da un ottimale equlibrio tra le aree cerebrali più primitive (come il sistema limbico ) e quelle più evolute (come la corteccia prefrontale)", spiegano gli autori. "Auspichiamo che queste evidenze possano essere d'aiuto nella pratica clinica in particolare per trattare individui che, a causa di lesioni cerebrali, perdono il proprio equilibrio psico-fisico".
E chissà se un giorno riusciremo ad avere anche noi una pillola per diventare più saggi.
Fonte : Jeste DP, Meeks TW. Neurobiology of wisdom: a literature overview. Archives of General Psychiatry 2009; 66 (4): 355 DOI: 10.1001/archgenpsychiatry.2009.8.
stefania mengoni
ROMEO AND JULIET
Ma come faceva Shakespeare a conoscere Villafranca?
Qui di seguito riporto alcune deduzioni che sembrano illuminare il caso.
Una cosa è certa Villafranca di Verona era molto nota ben prima del Risorgimento italiano!!!!

